Andrea Simone Lerussi

Segretario Provinciale del Partito Democratico di Udine – Consigliere provinciale

ELUANA: LERUSSI (PD); RIPRISTINARE LEGALITA’ E FONDI ALLA CULTURA

Pubblicato da lerussi su 23/05/2012

“Bisogna ripristinare non solo la legalità ma anche l’impegno della Regione per la cultura”. Lo afferma il segretario provinciale del Pd di Udine Andrea Simone Lerussi.

Per Lerussi “la scelta di azzerare il Fondo cinema per impedire che sia finanziato il film su Eluana Englaro è incredibile e gravissima. Nemmeno nelle dittature si pensa di distruggre un settore industriale solo per ragioni ideologiche, e il Segretario della Lega Nord Fontanini dovrebbe vergognarsi anziché dirsi soddisfatto. D’altra parte – prosegue - togliere risorse alla cultura è un errore che il centro-destra commette di continuo e a ogni livello di governo, e in questo caso lo fa creando anche un danno economico dato, che le produzioni realizzate sul nostro territorio hanno ricadute positive e superiori – sottolinea - a quanto esce dalle casse della Regione”.

Secondo Lerussi “se la Giunta se non riesce a trovare le risorse per rimediare al proprio colpo di mano, una soluzione esiste e cioè attingere dai 12 milioni di euro che sono a disposizione del Consiglio Regionale per l’assestamento di bilancio, che rischiano di essere spesi solo per interventi puntuali e clientelari. Se fosse necessario, invito tutti i consiglieri del Pd a proporre un emendamento – conclude - per finalizzare una parte di quei 12 milioni al rifinanziamento del fondo cinema”.

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TEATRI: LERUSSI; CHIARIRE GESTIONE ‘GIOVANNI DA UDINE’

Pubblicato da lerussi su 20/05/2012

“Il Presidente e il Consiglio di Amministrazione devono chiarire i fatti che hanno portato all’abbandono l’addetto stampa precario del Teatro Giovanni da Udine dopo 13 anni di servizio nonché i criteri della riduzione di compenso al grafico”. Lo chiede il segretario provinciale del Pd di Udine Andrea Lerussi, annunciando un’interrogazione sulla gestione del Teatro Giovanni da Udine “sul personale precario, sulle produzioni e sull’andamento della campagna abbonamenti”.

Secondo Lerussi “la lotta agli sprechi e un’attenta operazione di spending-review sono atti doverosi, ma appare strano che si cominci tagliando dai precari e in modo così irrisorio, mentre ancora non sappiamo se e come si toccheranno i ben più cospicui costi gestionali e dirigenziali”.

Mettendo il guardia il centrodestra dal “cavalcare la polemica sul Giovanni da Udine dopo l’allontanamento di Mirabella in quanto non ha i titoli per discutere di razionalizzazioni, visti gli scarsissimi risultati prodotti alla guida della Provincia di Udine e della Regione”, Lerussi chiede che “chi amministra i beni e le risorse pubbliche lo faccia eliminando gli sprechi ad ogni livello e facendo valutare i risultati alla fine di ogni anno. E’ su questo – conclude – che il Partito Democratico chiede risposte rapide e complessive nell’interesse dei cittadini”.

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La crescita si costruisce. I problemi dell’industria regionale vanno risolti e non elencati.

Pubblicato da lerussi su 05/05/2012

E’ accettabile che chi da quattro anni svolge la funzione di Presidente della Giunta Regionale si limiti ad elencare buone intenzioni per far fronte ai problemi degli imprenditori e dell’occupazione? Ed è accettabile che dopo la scomparsa di centinaia di imprese dal territorio, la frana distrettuale e la delocalizzazione di numerose aziende, la perdita di centinaia di posti di lavoro non vi sia ancora una politica industriale? Ovviamente tutto ciò non ha senso.

Eppure di questo è stato capace il Presidente Renzo Tondo all’importante Assemblea Generale di Confindustria. E’ rimasto lontano e in superficie alle questioni poste dai presidenti Luci e Calligaris.

In realtà, in questi quattro anni si sono sprecate risorse finanziarie e tempo, mentre credito e burocrazia, digital divide e connettività, energia e accessibilità, attrattività di imprese, capitali  e competenze, rimangono come scogli da superare. Naturalmente di ciò non siamo contenti: non siamo felici se le cose vanno male!

Il PD che ho l’onore di coordinare nella Provincia di Udine, ritiene che la crescita vada costruita. Non possiamo rinunciare a questa prospettiva. In questo senso, va promosso uno sforzo straordinario al fine di premiare le idee e le start-up, favorire la nascita e la creazione di nuove imprese, di internazionalizzare ulteriormente il sistema produttivo locale, di mettere nelle condizioni gli operatori di esportare di più e di ottenere un surplus assai positivo dall’interscambio commerciale così da migliorare il sistema fiscale e delle entrate, di innovare in tutti i settori a partire dalla pubblica amministrazione.

C’è bisogno della politica. Serve decidere rapidamente mediante la semplificazione sia burocratica sia degli enti, anche attraverso il superamento di numerose agenzie, camere e consorzi. Serve liberare risorse finanziarie attraverso riforme della pubblica amministrazione locale (non con il salva-province voluto da Tondo e Fontanini) e del modo di essere e funzionare della Regione. Serve concentrare le (scarse) risorse e le misure secondo una logica di risultato per produrre valore aggiunto. Serve mettere mano al piano energetico regionale, fermo al 2007, e operare per la trasformazione in “centrali di sito” degli impianti di Monfalcone e Torviscosa.

C’è bisogno anche di persone. Lo insegna il giovanissimo Federico Morello, fondatore di Friuli A.D.D. e PaneDigitale, di Lestans, il quale ha portato da solo la banda larga nel suo paese.

Ma c’è anche bisogno della disponibilità degli imprenditori. La conferma che Danieli è pronta ad investire nel nostro territorio è un fatto positivo che va colto al volo recuperando il tempo perso nel corso degli ultimi anni. Tempo sprecato da Tondo e Colautti dopo che hanno ritenuto un vantaggio per lo sviluppo locale “l’emigrazione” della Danieli in Serbia, scambiando la delocalizzazione con l’internazionalizzazione (per un’azienda che è già assolutamente internazionale).

Vi sono due iniziative rigorose, e all’inizio pure incomprese, che il PD friulano ha condotto da almeno un anno e che, se completate, possono portare benefici a imprese e lavoratori.

La prima è legata all’urgenza di rendere accessibile l’Aussa-Corno attraverso interventi sulla ferrovia e sulla viabilità. Si tratta di una priorità per gli interessi dello sviluppo regionale che richiede l’investimento di 40 mln di € che vanno destinati in quest’area piuttosto che in altre situazioni. La seconda è di riportare al destino produttivo di carattere nazionale il compendio chimico-industriale di Torviscosa. Limpida è stata la nostra battaglia tecnica e culturale per porre fine all’esercizio commissariale della laguna così come la contrarietà a separare le questioni “ambientali” da quelle “industriali” e a rassegnarsi al Sin. E’ anche grazie a questi comportamenti e alla lungimiranza delle amministrazioni di Torviscosa e San Giorgio di Nogaro che ora si parla di Sir (sito inquinato di interesse regionale), che Friulia sta finalmente sostenendo gli investimenti privati e che la Regione, in ritardo, sente il dovere di mettersi all’opera per avviare un nuovo modello operativo per bonificare i siti, dragare i canali e stoccare i materiali.

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Lerussi (PD): su Danieli Tondo confonde delocalizzazione ed internalizzazione, non bastano le interrogazioni

Pubblicato da lerussi su 21/04/2012

Il caso della Danieli di Buttrio è l’esempio lampante dell’assenza del Governo Regionale dai temi delle imprese e del lavoro. Una sorta di copertina del bilancio di fine mandato non lusinghiero e soprattutto inaccettabile per il nostro territorio.

Il giudizio politico sull’operato della Giunta Tondo è legato ai fatti e ai comportamenti concreti che nel corso degli ultimi tre anni e, in particolare a partire dall’autunno 2011, sono stati perseguiti e che non hanno permesso né di aprire con la Danieli un’interlocuzione efficace né di impostare finalmente una politica industriale degna di questo nome.

Un’importante impresa del Paese, terzo operatore mondiale nel settore degli impianti per la lavorazione degli acciai, con 9.500 dipendenti di cui 3.550 in Europa, offre la possibilità di investire 500 milioni di euro, di occupare 1000 dipendenti e di potenziare la progettazione e la ricerca. E dopo sue insistenze pubbliche e private decide di realizzare l’operazione in Serbia

Il primo errore di Tondo e di Riccardi è quello di giustificare il proprio fallimento considerando la scelta di Danieli un “processo di internazionalizzazione” che “può determinare benefici alla nostra Regione”. Così non è! Non ci si accorge che la Danieli già opera sul mercato globale e che l’ipotizzato investimento a Sabac rappresenta un fenomeno di delocalizzazione industriale simile a quella intrapresa da centinaia di imprese friulane e venete tra il 2009 e il 2011, in ragione delle contraddizioni del “sistema produttivo Italia”, come confermano anche le preoccupazioni del Presidente Benedetti.

Capito questo, la Regione non può limitarsi per ignavia o convenienza a mettere in soffitta la pratica Danieli. E’ chiamata a reagire. Avviando in primo luogo una trattativa con il Gruppo di Buttrio e, in secondo luogo, operando scelte tali da rendere attrattivo il territorio regionale per le industrie, i capitali e le competenze, in termini di semplificazione burocratica e amministrativa, di accessibilità e dotazione di servizi alle aree di produzione, e fornendo una risposta alla questione energetica rendendo, ad esempio, “centrali di sito” gli impianti di Torviscosa e Monfalcone, senza concentrarsi esclusivamente sulle infrastrutture di trasporto energetiche che né la precedente Giunta regionale né questa sono riuscite a condividere con il territorio e a
realizzare.

Vi è inoltre un capitolo fondamentale, per la Danieli e per l’intero apparato produttivo: riguarda la formazione tecnica e universitaria. Sono certo che la “cultura del Paese, l’energia della gente e la disponibilità al lavoro” di cui ha parlato il 29 marzo l’Amministratore Delegato di Danieli, ing. Alzetta, riferendosi alle caratteristiche della Serbia, rappresentano anche un tratto distintivo e qualità che possiamo concorrere ad offrire, grazie al “sistema universitario regionale” (non è un tema che riguarda solo Udine), ai centri di alta formazione e ricerca e alle scuole tecniche. Siamo in grado di mettere a disposizione di imprese e investitori numerose competenze richieste nei campi del management, della ricerca e sviluppo, della progettazione e, evidentemente, della produzione.

Alla Regione, il PD non ha fatto mancare proposte concrete: alla Giunta regionale ora chiediamo azioni concrete, non qualche interrogazione da parte della maggioranza di centro-destra! I democratici della Provincia di Udine intendono continuare ad affrontare i nodi della crescita e della buona occupazione,
questioni cruciali per il futuro della comunità e delle persone. Dopo gli impegni assunti a febbraio nell’Assemblea Provinciale, e dopo gli incontri pubblici di Udine, San Giorgio di Nogaro e Manzano, proseguiranno le iniziative.

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LERUSSI (PD): BENE IL GOVERNO SUL COMMISSARIO DELLA LAGUNA, ORA LA REGIONE SI ORGANIZZI E AFFRONTI DRAGAGGI E BONIFICHE

Pubblicato da lerussi su 12/04/2012

La fine del troppo lungo e purtroppo inefficace regime commissariale della Laguna di Marano e Grado decisa dal Governo Monti ed auspicata dal Partito Democratico della Provincia di Udine e del Friuli Venezia Giulia, è un importante risultato politico ottenuto dopo un anno di interventi e proposte operative  avanzate sia al governo nazionale sia alla Regione. Apprendiamo con soddisfazione la decisione assunta dal Governo Monti che rende esplicito il fallimento di un regime di gestione speciale che invece che produrre risultati concreti a favore delle imprese e dei territori ha prodotto piuttosto costi.

Da parte della Giunta Regionale si assiste, ieri come oggi, al silenzio: il Presidente Tondo e l’Assessore Ciriani non hanno evidentemente interesse per la grave situazione di disagio ambientale che condiziona, tra l’altro, gli investimenti e l’attrattività di imprese nel compendio chimico-industriale di Torviscosa e nel territorio. Da parte del centro-destra manca, quindi, la capacità di farsi carico dei problemi, anzi di anticipare le soluzioni, e di avviare una concreta politica per l’ambiente e lo sviluppo produttivo.

Il Partito Democratico ha incalzato i Ministri Corrado Clini e Corrado Passera attraverso interrogazioni dei parlamentari I. Strizzolo, E. Rosato e S. Maran; mentre a livello regionale ha più volte insistito attraverso gli interventi dei consiglieri G. Brandolin e M. Travanut.

Finito il regime speciale commissariale, non è finita l’emergenza! Rimangono diversi nodi da risolvere, a partire dal dragaggio del canale Coron, dal recupero della vasche di stoccaggio del Fearul, funzionale al riavvio del dragaggio del fiume Corno, dall’intervento di rimozione delle peci benzoiche, situate nell’area Caffaro, fino alla realizzazione di  altri interventi situati nelle diverse parti del Sin, a terra e in laguna.

La Regione, dopo non avere anticipato e programmato la fase di transizione verso il regime ordinario,  si deve ora muovere senza perdere altro tempo.

Infatti, raccogliendo l’appello degli amministratori locali, legittimamente preoccupati per le sorti del territorio e dell’economia, il Pd ritiene che la Regione si debba organizzare con tempestività, efficacia e coerenza al fine di non interrompere progetti e lavori e di fornire risposte riguardo la navigabilità dei canali, il risanamento ambientale con gli interventi di messa in sicurezza e di bonifica delle aree industriali della Caffaro. Lo può fare attraverso la predisposizione di una propria struttura dedicata a questo scopo, anche con il coinvolgimento di strutture operative esistenti.

In questo contesto, il nuovo modello operativo si dovrà porre il problema sia dell’eventuale implementazione dell’esistente Sin con l’introduzione del Sir (sito di interesse regionale) sia di interloquire con l’attuale Commissario Straordinario della Caffaro Chimica Srl nell’intento di meglio corrispondere alle esigenze di sicurezza, salvaguardia e sviluppo dell’importante area regionale.

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LERUSSI (PD): FONTANINI URLA PER NASCONDERE IL NON-GOVERNO

Pubblicato da lerussi su 26/03/2012

“Fontanini? Urla e strepita per nascondere l’assenza di governo della Lega in Regione ed in Provincia” è il commento di Andrea Simone Lerussi, segretario provinciale del Pd di Udine, alle gravi dichiarazioni sulle coppie omosessuali rilasciate ieri dal presidente della Provincia, nonché segretario regionale della Lega, Pietro Fontanini durante il congresso provinciale del Carroccio.
“Dichiarazioni di questo stampo, affiancate alle norme discriminatorie sul welfare regionale regolarmente cassate dalla Corte Costituzionale, sono la conferma che la Lega Nord per esistere deve spararla sempre più grossa. Non potendo fare notizia con i risultati di un opera di governo provinciale e regionale inesistente – continua Lerussi – a Fontanini non resta che scendere nel becerume della propaganda leghista per attribuire, con malafede ed ignoranza, patenti di friulanità che non gli competono.”
“Per lucrare voti ai movimenti xenofobi e razzisti il presidente della Provincia – conclude Lerussi -ha dimenticato il suo ruolo istituzionale e si è posto fuori dalla tradizione di apertura e tolleranza, questa sì tipicamente friulana. Rivolgo un appello a tutte le forze democratiche, indipendentemente dagli orientamenti politici, affinché vengano isolati questi comportamenti ingiustificabili e si tenga invece alto il livello del dibattito sui diritti per giungere, nei luoghi deputati, ad una legislazione di livello europeo”.

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IL PD CONVINCE IL CENTRO-DESTRA: NO ALLA DIFESA DELLE PROVINCE, SI ALLA RIFORMA COMPLESSIVA DEGLI ENTI LOCALI

Pubblicato da lerussi su 12/02/2012

Il documento sulla riforma complessiva degli Enti Locali predisposto dal Gruppo del PD, che tiene conto anche degli interventi del Consiglio Provinciale “aperto” del 30 Gennaio, è stato accolto dal centro-destra della Provincia di Udine che ha voluto sottoscrivere la proposta che verrà discussa nel consiglio del 13 Febbraio. Niente difesa a spada tratta delle Province come voleva Fontanini quindi, ma una richiesta seria alla Regione FVG di mettere mano immediatamente alla riforma degli enti locali partendo, come unica certezza, dall’importanza del ruolo che i comuni hanno nel nostro territorio. Una Regione a statuto speciale come la nostra non può attendere che sia il governo nazionale a mettere mano anche ai settori in cui ha competenza primaria come in tema di Autonomie Locali. La specialità si difende esercitandola, non con vuoti proclami sulla stampa.
Serve trovare la dimensione adeguata per gestire le problematiche dell’area vasta, dimensione che non corrisponde a quella delle attuali province. Una proposta che il documento lascia intravedere è quella di mettere “in rete” i comuni nei mandamenti del Friuli oppure ricalcando i distretti sanitari. Nessun nuovo ente, ma un organismo che si sostituisca alla provincia che conosciamo oggi e aiuti i comuni a collaborare tra loro mettendo assieme conoscenze e servizi.
Inoltre si chiede alla Regione di prendere in considerazione il meccanismo di elezione di secondo grado da parte dei sindaci per l’Ente che dovrà gestire le problematiche sovra-comunali.
Il tema centrale rimane quello per cui la Regione deve al più presto arrivare, senza procedere a pezzi come nel caso delle Comunità Montane,  ad un’analisi e ad una conseguente proposta che ridisegni la governance degli enti locali del FVG. Il punto di partenza non deve essere la difesa delle province, che così come sono oggi non servono, ma i bisogni dei cittadini a cui gli Enti Locali devono rispondere.
Alla regione infine si chiede di farsi parte attiva presso il Governo Nazionale per procedere ad una razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dello Stato, di tutti gli organismi partecipati o consortili che ci sono tra la Regione ed i Comuni e superare il meccanismo della finanza trasferita che è spesso fonte di clientelarismo politico. Un ente locale deve sapere quali sono le competenze che gli sono attribuite, senza sovrapposizioni con altri, e deve sapere di quante risorse dispone in modo da amministrarle al meglio assumendosi la responsabilità della propria programmazione.

Andrea Simone Lerussi – Segretario Provinciale del PD
Francesco Martines – Capogruppo in Consiglio Provinciale PD

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COMUNICATO STAMPA – INIZIATIVA “L’ITALIA SONO ANCH’IO”

Pubblicato da lerussi su 12/02/2012

Il Partito Democratico di Udine ha aderito da subito all’appello del Comitato Regionale per la Campagna “L’Italia sono anch’io” promossa a livello nazionale da 18 organizzazioni della società civile con lo scopo di raccogliere le firme per presentare due proposte di legge di iniziativa popolare per cambiare le norme sulla cittadinanza e consentire il diritto di voto ai migranti.

Sono oltre 5 milioni le persone di origine straniera che vivono oggi in Italia (oltre 100.000 nella nostra Regione) e molti di questi sono bambini o ragazzi nati o cresciuti qui che tuttavia solo al compimento della maggiore età si vedono riconosciuta la possibilità di iniziare il percorso burocratico per ottenere la cittadinanza: questa situazione genera disuguaglianza ed ingiustizie, limita la piena integrazione e disattende il dettato dell’articolo 3 della nostra Costituzione.

Il referente per l’Immigrazione della segreteria provinciale del PD Lorenzo Fabbro nella giornata di ieri ha consegnato al rappresentante del Comitato Regionale Abdou Faye oltre 600 firme raccolte in una serie di iniziative sul territorio, riferendo inoltre che oltre a questo il PD ha messo a disposizione i propri amministratori e le proprie strutture per agevolare iniziative promosse da altri soggetti e per promuovere il dibattito e la riflessione sulle tematiche oggetto della Campagna all’interno dei propri circoli e nella società friulana.

Anche il PD friulano inoltre  esprime sostegno e condivisione in riferimento alle motivazioni del presidio dei sindacati previsto davanti alla Prefettura di Udine nella giornata di venerdì 10 febbraio ovvero la protesta contro la decisione voluta dal centro-destra che aumenta il “contributo” (oltre ai 73 euro già previsti per i costi amministrativi è prevista un’ulteriore tassa da 80 a 200 euro) richiesto agli immigrati per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno: un aumento decisamente esagerato ed ingiusto soprattutto in considerazione del reddito medio degli immigrati, dell’attuale situazione di crisi e dei forti ritardi nell’erogazione di tale servizio rispetto ai tempi stabiliti dalla legge.

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La maggioranza di centro-destra scarica Fontanini in Provincia di Udine

Pubblicato da lerussi su 31/01/2012

L’iniziativa promossa dall’UPI che Fontanini voleva trasformare nella difesa ad oltranza delle province è clamorosamente fallita viste le numerose assenze nei banchi del centro-destra. Si doveva votare un ordine del giorno predisposto dall UPI-FVG (già ampiamente modificato dalla capigruppo) a difesa delle province che era stato letto dal Presidente del Consiglio Quai ad inizio seduta, contro il quale il PD aveva presentato un suo documento alternativo che ponesse al centro la riforma complessiva degli enti locali della nostra regione e non la difesa d’ufficio delle province. Il voto però è saltato visti i pochissimi (massimo 12 nel corso della seduta) consiglieri di centro-destra che si sono visti in aula, talmente pochi da non essere in grado nemmeno di avere il numero legale.

Tutto ciò però non deve necessariamente essere visto come fatto negativo in quanto quello che il PD chiede è proprio un dibattito serio e sincero sulla riforma degli Enti Locali non partendo dal ruolo intangibile delle province (come vorrebbe Fontanini e il centro-destra) ma con punto di partenza il ruolo dei comuni e delle regione. Serve stabilire i compiti di ciascun ente locale (chi fa le leggi e chi fa amministrazione) e poi affrontare il delicato tema del governo dell’area vasta senza avere in testa nessun “totem” (tanto meno quello delle province). Una soluzione potrebbe essere quella di affidare ai comuni riuniti nei mandamenti storici o nei territori oggi costituenti i distretti sanitari le tematiche “sovra-comunali” che oggi affronta la provincia ed altri apparati intermedi.

Il PD rifiuta parallelamente anche il populismo con cui alcune forze politiche, anche di centro-sinistra, affrontano il delicato tema della riforma degli Enti Locali, basti pensare al “Ponzio Pilato” Tondo che farebbe decidere con un referendum abdicando al suo ruolo politico (ci si domanda per che cosa lo abbiano eletto se non è in grado di prendere decisioni) o al comportamento dell’IDV che si candida alle elezioni provinciali e poi fa propaganda per raschiare qualche voto a destra e manca.

La Regione FVG ha competenza primaria in tema di ordinamento degli Enti Locali e dovrebbe esercitare tale competenza prima di lamentarsi del Governo Monti che sta risanando i conti pubblici italiani ed affrontando le riforme che per troppi anni non si sono fatte in questo paese. La specialità non va difesa a priori (come nemmeno le province) ma va esercitata dimostrando allo Stato e alle altre Regioni che è un modello avanzato di federalismo che porta efficienza, risparmi di spesa e qualità nei servizi. L’amara constatazione è che Tondo su questo ha già perso la sua battaglia e non è più credibile.

 

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COMUNICATO STAMPA SU FONDAZIONE AQUILEIA

Pubblicato da lerussi su 25/01/2012

Sulla Fondazione di Aquileia è stato abbondantemente superato il limite della decenza. Tutti gli interventi del centro-destra volti a fomentare polemiche gratuite fanno perdere tempo alle istituzioni e ai cittadini distogliendo l’attenzione dalle problematiche che vanno affrontate e risolte. Rappresenta davvero una caduta di stile l’intervento della Lega che vorrebbe disegnare un quadro di Aquileia politicamente ferma a 50 anni fa che non merita nemmeno una risposta visto il lavoro positivo che il sindaco Scarel ed il PD stanno portando avanti e l’evidente innovazione che hanno portato nella politica aquileiese.
Accusare il PD e tutto il centro-sinistra di aver trasformato o voler trasformare la fondazione in un “carrozzone al servizio della politica” è assurdo, basti pensare alle dinamiche che hanno portato la Regione alla nomina del direttore, unico stipendiato del cda. Non si può accusare il Comune, quando la provincia e la regione stanno facendo una brutta figura proprio nel tentativo di marginalizzare il ruolo e la centralità che l’ente locale di Aquileia deve avere in questa vicenda indipendentemente dal colore politico della sua amministrazione.
La Regione e la Provincia, in particolare, se vogliono realmente assumere un ruolo di coordinamento e sostegno degli enti locali devono porsi in una logica che non sia di scontro frontale e attacco quotidiano nei confronti del sindaco di turno, ma farsi promotori di politiche di area vasta concrete e strumentalmente slegate dal confronto centro-destra e centro-sinistra. Aquileia è un bene pubblico prezioso per la nostra regione e per la nostra economia, non appartiene a nessun partito politico e va gestita utilizzando al meglio gli strumenti che già ci sono senza innescare ad ogni occasione meccanismi si spartizione di poltrone o dispetti personali. In quest’ottica il rapporto con il territorio e quindi le istituzioni che lo governano è fondamentale.
Piuttosto che organizzare colpi di mano costruendo realtà politiche che non esistono, chi di dovere farebbe bene a coinvolgere tutti i soggetti della Fondazione e tornare a discutere dei temi senza riaprire continuamente nocive polemiche su chi ha vinto le elezioni ad Aquileia e chi le ha perse. La politica, se si vuole fare seriamente, la si fa sui temi concreti e su questo la Regione e la Provincia non hanno detto nulla se non umiliare il ruolo dei comuni.

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