Andrea Simone Lerussi

Segretario Provinciale del Partito Democratico di Udine – Consigliere provinciale

IL CAMBIAMENTO NON PUÒ ASPETTARE

Posted by lerussi su 17/02/2014

È arrivato il momento in cui nulla sembra avere una logica e nulla ci appare più per quello che è. Il momento in cui la cosa più prevedibile non si avvera e tutto prende una direzione prima impensabile, se non addirittura impossibile. Siamo di fronte alla follia? Siamo di fronte all’irrazionalità? No, non è così.. siamo arrivati al limite, quello che non può essere superato se vogliamo davvero cambiare le cose.

Oggi l’Assemblea Regionale del PD del Friuli Venezia Giulia mi ha spinto a scrivere qualche riga per fare chiarezza, dal mio punto di vista almeno (senza quindi la presunzione di avere la verità in tasca), su quello che sta succedendo in questi ultimi giorni nel PD e nel paese.

È vero, Matteo Renzi aveva detto che voleva diventare premier passando per le urne. È vero che il PD ha sostenuto fino all’altro ieri il governo Letta. È vero che il Parlamento è sempre lo stesso che sosteneva Enrico Letta. È tutto vero.. ma questi sono dati oggettivi, immobili, non di prospettiva.

Il PD invece esiste perché guarda avanti, non alla sopravvivenza ma alla conquista, alla speranza e alla concretezza. Il PD, per avere un senso, ha bisogno non solo di essere una comunità statica, ma di essere una comunità in movimento verso il paese che abbiamo in mente.

La realtà in cui vivevamo non consentiva prospettiva, sempre che non si voglia considerare prospettiva il tentativo da “ultima spiaggia” che Letta ha fatto annunciando un programma il giorno prima di dimettersi (troppo tardi, troppo autoreferenziale).

È vero che Matteo Renzi poteva essere più “gentile”, ma non sappiamo cosa si sono detti Matteo ed Enrico quando si sono visti prima della Direzione del PD e sono convinto che con lo stesso sacrifico e disponibilità con cui Letta guidava questo governo avrebbe dovuto mettere il PD nelle condizioni di non votargli una richiesta di dimissioni quasi all’unanimità nella propria Direzione Nazione.

In ogni caso la forma è solo una parte di questa vicenda e francamente la meno importante. Dibattere sull’ambizione o meno, sull’umanità o meno, sulla serenità o meno non serve a nulla se non ha montare un caso senza guardare la sostanza.. e ai cittadini interessa la sostanza, quindi sorvolo su questo inutile dibattito che ha più il sapore del Maalox per chi non ha digerito l’8 Dicembre (e lo dico con un sorriso perché si vince e si perde, ma non ci si fa venire l’acidità che si diventa tristi..).

Il PD ha bisogno di far cambiare passo al Governo, unico modo per farlo metterci la faccia, assumersi una responsabilità diretta e raccogliere quella “sfida” che qualche settimana fa era venuta dall’area Cuperlo: “Renzi entra nel governo”. Bene, fatto.

Scelta rischiosa? Sicuramente si, specialmente se pensiamo che questo parlamento è quello dei 101, se pensiamo che la maggioranza che sosterrà Renzi è sempre la stessa di Letta, se pensiamo che Civati ha già annunciato battaglia (noi siamo maestri a farci del male da soli, ma tant’è).

Scelta sbagliata? Questo non lo si può dire, lo vedremo molto presto. Va detto su questo tema che non si tratta di una scelta personale, ma di una decisione politica preso dal massimo organo del Partito Democratico con poco più del 90% dei voti. Una decisione quindi più che condivisa da tutta la dirigenza del PD, da Cuperlo a Renzi. Gli unici contrari sono i “civatiani”, Fassina e i “lettiani” (e ci mancherebbe).

In ogni caso si tratta di una scelta del PD, che va sostenuta e spiegata, non tanto perché l’ha fatta Renzi (abbiamo sostenuto ogni scelta fatta da ogni segretario, anche quelle che hanno portato a sconfitte elettorali improbabili), ma perché dobbiamo comprendere che si tratta dell’unica strada percorribile senza rimanere incastrati e bloccati, come è già successo a Monti, come è già successo a Letta.

Pensare poi che andare al voto con una legge proporzionale “pura” migliorerebbe la situazione non è sostenibile: ci avrebbe solo fatto diminuire la maggioranza che abbiamo alla Camera.

Quindi non tanto l’assenza di alternative (perché Renzi poteva comodamente aspettare sulla riva del fiume), ma perché questa è l’unica alternativa che consente anche, ma non solo, un risultato positivo. È la scommessa per cui il PD esiste, quella di cambiare il paese e per farlo, anche Renzi, che del cambiamento è l’emblema,  deve rischiare.

Non esistono scorciatoie per riformare l’Italia, nemmeno se ti hanno votato al 70% alle primarie, esiste solo l’assunzione di responsabilità e il lavoro da fare. Su questo e non sulle modalità o i decori ornamentali si dirà se questa scommessa il PD l’ha vinta o è solo riuscito a far fuori un altro leader e perdere un’altra occasione. In entrambi i casi il PD è casa mia.

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CRITICHE PRETESTUOSE DEL CENTRO-DESTRA SUL COMUNE DI UDINE

Posted by lerussi su 08/09/2013

“Criticare un società a partecipazione pubblica perché studia e valuta le possibili soluzioni di mercato al fine di continuare ad erogare servizi ai cittadini con la medesima qualità ed evitando aumenti di costi mi sembra pretestuoso. Chi si occupa di questi temi, come il Capogruppo Colautti e il sindaco Zanin, sa quanto è difficile coniugare una proprietà pubblica, a volte molto frammentata tra diversi comuni, con la rapidità delle scelte che impone il mercato anche in questo campo. Quindi partire prevenuti per delle valutazioni (che non sono scelte definitive) che gli amministratori di AMGA stanno facendo in modo da avere alternative progettuali alla partecipazione diretta alle gare del gas, mi sembra fuori luogo e rischia di mettere in difficoltà una società come AMGA che non può rimanere un passo indietro o stare ferma qualche mese perché gli schieramenti litigano tra loro. Aggiungo infine che partecipare alle gare vuol dire anche assumersi il rischio di poter perdere ed in quel caso i soci pubblici si troverebbero in mano una società senza clienti a cui erogare servizi, con strutture e dipendenti totalmente a carico. Pensare a come AMGA, da sola o assieme ad altre società, possa continuare ad erogare i servizi del gas è un impegno che deve vedere coinvolti tutti gli amministratori evitando la solita polemica preconfezionata contro il Comune di Udine.”

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LA PROVINCIA DI UDINE SI AUTOESCLUDE DALLA FONDAZIONE DOLOMITI UNESCO

Posted by lerussi su 11/07/2013

ImageNon solo per l’assenza di una linea politica da seguire, ma anche per una delega alla montagna data ad un consigliere per “ripartire” con il manuale cencelli gli incarichi nella maggioranza di centro-destra, la Provincia di Udine rimane ai margini della Fondazione Dolomiti Unesco a cui aveva aderito nel Maggio del 2010. Infatti, a seguito di un’interrogazione del Capogruppo PD Spitaleri e del Segretario Provinciale PD Lerussi, il dimissionario assessore Nistri in uno dei sui ultimi atti ha risposto accertando che il consigliere Gonano della Destra, delegato alla montagna, non può partecipare al Consiglio di Amministrazione della Fondazione in quanto ci possono partecipare solo Assessori e che inoltre non esiste a normativa vigente la figura della “delega” al consigliere per gli incarichi che spettano alla giunta. Oltre ad aprire un nuovo problema politico per la Giunta Fontanini con la necessità di affidare la delega alla Montagna ad un assessore e non più ad un consigliere, rimane il fatto grave che la Provincia di Udine è fuori dal luogo in cui vengono prese le decisioni della fondazione.

Altro punto, più politico, l’assenza di linee di indirizzo date dalla Provincia per la gestione di quest’organismo, infatti, sempre nell’interrogazione si rinvia ad una delibera del consiglio che parla solo dei criteri dei nominati dalla provincia in organismi o partecipate, ma non parla di scelte o indirizzi. Proprio per questa mancata risposta la consigliera Erica Gonano ha presentato una nuova interrogazione per chiedere quali iniziative la Provincia di Udine ha concretamente intrapreso per valorizzare il Sito dolomiti Unesco, auspicabilmente d’intesa con la Provincia di Pordenone in quanto entrambi gli enti provinciali condividono territori omogenei che fanno parte del compendio in parola e quali  risorse intende mettere in campo per iniziative volte alla conoscenza ed alla promozione delle dolomiti.

Le Dolomiti possono costituire un’attrattiva turistica ed un volano per lo sviluppo economico non solo dei territori interessati dalla loro presenza ma dell’intera provincia, per ora la Provincia però ha scelta di disinteressarsene.

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LERUSSI E SPITALERI (PD) SU TERRA DEI PATRIARCHI

Posted by lerussi su 23/06/2013

Image“A seguito della Risposta ass. Mattiussi a int.scritta che abbiamo presentato siamo riusciti ad avere un quadro analitico delle spese sostenute con i circa 800000€ del Progetto Terra dei Patriarchi. A nostro avviso e questi dati lo dimostrano, si è costruito un pacchetto vuoto dove la parte predominante delle spese sono state di pubblicità del contenitore più che del contenuto. Abbiamo molte realtà territoriali che vanno fatte conoscere certamente ai cittadini della nostra regione ma particolarmente a coloro che vivono fuori della regione, in modo da avviare un circuito virtuoso tra cultura, ambiente ed economia dell’ ospitalità . Andava colta l’occasione di sinergie di sistema, in modo che somme così ingenti di risorse pubbliche vadano poi effettivamente a beneficio di chi muove l’economia sul territorio provinciale e non solo a chi fa pubblicità.”È sicuramente finito il tempo delle risorse a pioggia o dei capitoli dedicati alla promozione di un assessorato in particolare, bisogna investire le risorse che ci sono con il coinvolgimento diretto degli operatori al fine di attirare nuovi turisti, senza scadere in contributi diretti senza progetti o appunto in spese di comunicazione che non lasciano il segno o un ritorno economico. Per questo é essenziale che tutta la logica del turismo abbia diversa e nuova regia e sia pienamente integrata nel sistema socio-economico e culturale.”

“Come ricordato anche dalla Presidente Serracchiani, anche con un valido sistema di valorizzazione del dato culturale “si mangia”.”

“Il giusto sostegno che il nostro tessuto turistico e territoriale richiede va indirizzato sui soggetti che ne sono protagonisti e non sui progetti che sono solo dei mezzi o strumenti. Troppo spesso la Provincia ha giocato sull’autoreferenzialita,tipica di una supponenza di chi si considera migliore di tutti gli altri.”

Andrea Simone Lerussi
Segretario Provinciale PD

Salvatore Spitaleri
Capogruppo Provinciale Gruppo PD

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LERUSSI (PD) SU CONSUNTIVO 2012: SERVE UNA RICOGNIZIONE STRAORDINARIA DEI RESIDUTI ATTIVI E PASSIVI DELLA PROVINCIA DI UDINE

Posted by lerussi su 02/06/2013

ImageIl dato molto elevato di residui attivi e passivi che la provincia di Udine ha all’interno del rendiconto di gestione 2012 che è stato approvato è il principale indice di come la Provincia non è in grado di far circolare rapidamente le risorse che ha a disposizione. Dati poco precisi e sicuri su questi elementi portano anche a difficoltà nel calcolo sia del limite per il rispetto del patto di stabilità che per il calcolo dell’avanzo di amministrazione. Si rischia di nascondere nel bilancio spazi ancora liberi per cantierare opere pubbliche o di applicare porzioni di avanzo per far quadrare i conti senza essere sicuri di avere quelle risorse a disposizione. Serve pertanto una rapida ricognizione straordinaria di questi residui. Dal bilancio si evidenza in ogni caso una progressiva erosione dell’avanzo che ci preoccupa.

Va inoltre evidenziata la situazione di scarsa trasparenza per quanto riguarda le società partecipate dove non vengono chiariti i debiti e crediti che queste hanno verso i terzi. La mancanza di questi elementi, ad esempio, non ci consente di capire se nei consorzi con difficoltà economica gli stipendi dei dipendenti abbiano la priorità rispetto ad altre spese o pagamenti differibili.

Un ulteriore elemento critico riguarda l’accensione di mutui, sui quali andranno pagati gli interessi, consapevoli del fatto che quei soldi non potranno essere utilizzati in quanto attualmente bloccati dal patto di stabilità. Che senso ha “pagare” le banche se poi le opere non si riescono a fare? Non sarebbe meglio spendere in qualche altro capitolo le risorse invece che “bruciarle” in interessi?

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IL NUOVO INIZIO DEL PD – Assemblea Nazionale del PD

Posted by lerussi su 11/05/2013

Oggi l’Assemblea Nazionale del PD ha alzato uno spartiacque tra tutto quello che è successo negli ultimi mesi (dai 3 milioni e mezzo di voti persi alle elezioni nazionali che non ci hanno fatto prendere il governo del paese, ai mille errori fatti nel corso dell’elezione del presidente della repubblica) e l’oggi.

È stato eletto un segretario nazionale traghettatore, che ci porterà al congresso entro Ottobre e cercherà di farlo con due compiti molto importanti: tenere unito un partito in cui la base e gli elettori credono molto più che i dirigenti nazionali e tenere ferma la barra delle nostre proposte di governo del paese all’interno di un governo di emergenza nazionale fatto con il PDL.

Penso che Guglielmo Epifani abbia le carte in regola per questo breve ma intenso compito e potrà farcela se avrà il coraggio di non ascoltare tutte le strategie e tatticismi correntizi che hanno fino ad oggi tarpato le ali al PD.

A questo partito serviva un segretario nazionale, anche se per un brevissimo mandato, perché non si può rimanere senza guida dopo che Presidente, Segretario e Segreteria si erano dimessi. In questo contesto va il mio sincero ringraziamento a Bersani perché ha condotto la sua segreteria e la campagna elettorale con onestà e passione anche se ha fatto molti errori o scelte che io non ho condiviso; è stato il mio segretario e credo che non meriti il comportamento liquidatorio che molti (anche suoi sostenitori) gli hanno riservato.

C’è bisogno di tutti in questo momento, dobbiamo stringerci tutti attorno al PD per salvaguardarlo da chi (come i 101 traditori che non hanno votato Prodi) vuole farlo scoppiare o preferisce le scissioni per tenere in pista sempre gli stessi dirigenti. Questo non possiamo permetterlo, ma per farlo occorre prima tutelare l’enorme patrimonio che rappresenta il nostro partito per la democrazia ed il paese. Serve unità, partiamo da qui prima di andare a cercare e correggere tutti gli errori che abbiamo fatto negli ultimi mesi.

Errori che ci hanno portato fin qui e costretto ad intraprendere una strada strettissima per governare questo paese con chi è stato, è e rimarrà il nostro avversario politico, il PDL. Se non proveremo nemmeno a vincere quest’enorme sfida che abbiamo davanti, spronando il governo sui nostri temi e battendoci contro quello che abbiamo sempre combattuto, saremo solo delle vittime a cui presto verrà presentato il conto. È questo che vuole Berlusconi, farci disconoscere il governo lasciando a lui i meriti e a noi le colpe… ma solo noi possiamo, volendolo, ribaltare questa situazione. Su questo punto l’intervento di Piero Fassino penso sia stato uno dei più convincenti (“La determinazione con cui sosterremo il governo farà in modo che diventi una cosa o un’altra. Non si guidano le macchine col freno tirato”).

Questi saranno i prossimi 5 mesi e poi sarà tempo di congresso. Un congresso che va preparato e costruito per sciogliere molti nodi che abbiamo preferito nel tempo lasciare intrecciati, un congresso che ci deve far capire come facciamo con le nostre proposte a “prendere i voti di coloro che votano centro-destra per non trovarci poi a sostenere i ministri del centro-destra” come ha detto bene Renzi in assemblea. “Non un PD più piccolo e un po’ più di sinistra, ma un partito aperto, e però rinnovato, vivace” come ha ricordato invece Gianni Cuperlo. E soprattutto un partito in cui, uso le parole di Civati “le discussioni di fanno prima di prendere le decisioni e non dopo”.

Il momento è difficile, anche se noi qui in FVG abbiamo vissuto uno straordinario successo che ci consente già da oggi di dimostrare che il PD può vincere la sfida del governo, ma va affrontato e non va aggirato o usato come pretesto per lasciare.

Fare un congresso “bene” significa non farlo in due settimane da domani, perché si trasformerebbe solo in un referendum pro o contro il governo con il PDL e non penso che serva un referendum per dire una cosa che già tutti sappiamo: il PD nasce per governare il paese e non per essere una forza minoritaria che si allea con il centro-destra. Distinguiamo però la normalità dall’emergenza che ci ha lasciato il risultato elettorale, questa legge elettorale e la purezza intransigente di Grillo che ha preferito lasciare al PDL la responsabilità di governare il paese con noi.

Chi dice che il PD è morto non conosce gli iscritti e gli elettori del nostro partito e vuole solo dividere perché nulla cambi. Lavoriamo per riportare il PD verso la giusta direzione perché come ha detto Epifani “Se il PD, che nasce per cambiare questa società, rischia diventare parte della crisi del Paese stesso, è vicino al fallimento perché non ha alcuna funzione. Dobbiamo reagire e non lasciare che le cose vadano da sole.”

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RISPOSTA ALLA DOMANDA DEL GAZZETTINO “Cosa fare dell’Ente Provincia nel prossimo mandato amministrativo?”

Posted by lerussi su 07/04/2013

Le province vanno chiuse e superate, questo è l’impegno che ci siamo presi. Serve che la pubblica amministrazione e le istituzioni si semplifichino ed eliminare un livello politico intermedio, come le province, può contribuire in maniera decisiva a questo obiettivo.
Noi riteniamo che le province abbiano esaurito il proprio ruolo e sia ora di attribuire maggiori risorse e competenze in forma aggregata direttamente ai comuni. Bastano due livelli istituzionali, quello regionale che fa legislazione e programmazione e quello comunale che fa amministrazione.
Non è più sostenibile un sistema dove per tante competenze sia la Regione, sia la Provincia, sia i comuni intervengono sovrapponendosi. Serve chiarire, con una complessiva riforma degli Enti Locali, chi fa cosa e dare a chi si trova ad amministrare più vicino ai cittadini gli strumenti per prendere decisioni e sostenerle.
Serve che i trasferimenti ai comuni non passino dalla Regione alla Provincia e da questa ai comuni, dobbiamo dare direttamente ai comuni la responsabilità delle risorse che ricevono e la libertà di spenderli individuando loro le priorità dei territori.
Per il governo di aree più vaste è sufficiente mettere assieme gli uffici amministrativi e tecnici e riunire i sindaci come avviene già adesso, ad esempio, con l’ATO dell’acqua dove, senza costi per elezioni di organismi e indennità, questi assumono decisioni per la gestione di tutto il territorio provinciale.
Va anche detto chiaramente che l’ente Provincia non tutela il Friuli, la sua cultura e il suo territorio, ma questo va valorizzato e rappresentato in Regione, il luogo dove si fanno le leggi e ci sono le risorse, da politici competenti in grado di evitare sperequazioni tra le diverse realtà regionali.

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Andrea Simone Lerussi PRESIDENTE – Chiudiamo la Provincia 21/22 Aprile 2013

Posted by lerussi su 07/04/2013

Presentazione del candidato alla Presidenza della Provincia di Udine Andrea Simone Lerussi per le elezioni 2013

RISPARMIO E MENO BUROCRAZIA CON IL SUPERAMENTO DELLE PROVINCE:
il nostro obiettivo è portare la Provincia a chiusura nel più breve tempo possibile, con un completo trasferimento delle funzioni a favore della Regione e dei Comuni in forma aggregata. Fontanini e il PDL vogliono invece rafforzare le competenze della Provincia e creare un duplicato della Regione: questo vorrebbe dire raddoppiare costi e sprechi che già oggi ci sono.

CONCENTRARE LE RISORSE E LE ENERGIE:
la crisi e la necessità di buona politica ci impongono indirizzi per lo sviluppo economico di area vasta. Non possiamo più permetterci che ogni comune abbia la sua zona artigianale o industriale, la sua ecopiazzola, ecc.. Occorre far tornare protagonisti i comuni attraverso progetti collettivi e condivisi, individuando l’ambito territoriale ottimale e il livello di governo migliore per l’esercizio delle funzioni, ponendo con chiarezza e univocità “chi fa cosa” e il titolare della responsabilità. Proprio la sinergia con e tra i comuni del Friuli, semplificando inutili procedure, sarà importante volano anche per la nostra economia.

RIVEDERE IL PATTO DI STABILITA’ CHE STA UCCIDENDO L’ECONOMIA:
il Patto di stabilità va rivisto, così come va superato l’accordo Tremonti-Tondo che ha tolto alla Regione la possibilità di regolare il rapporto con gli enti locali ai fini del rispetto del patto stesso. E’ inaccettabile che i comuni non possano pagare le imprese che hanno già portato a termine il loro lavoro; così non si salvano i conti pubblici, ma si affossa definitivamente l’Italia. Utilizziamo bene le risorse pubbliche, anche in Friuli il lavoro deve essere al centro di ogni impegno: su questo la Provincia di Fontanini nulla ha fatto.

IL FRIULI, UNA TERRA RICCA DI DIVERSITA’:
il Friuli è sempre stato una terra ricca di diversità. Una cultura plurale e soprattutto la presenza delle tre lingue regionali, quella friulana, quella slovena e quella tedesca rappresentano uno straordinario elemento identitario, ma anche una grande opportunità. Con questa consapevolezza opereremo perchè il plurilinguismo sia assicurato mediante un’efficace politica linguistica che ne garantisca la presenza nella scuola, nella vita sociale e nei moderni mezzi di comunicazione. La stessa attenzione intendiamo proporre per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, del paesaggio urbano e rurale, del patrimonio artistico ed archeologico e della produzione culturale in tutte le sue sfaccettature che rappresentano altrettanti elementi identitari, valoriali e strategici anche in chiave di sviluppo sociale ed economico per il futuro.

BASTA CON GLI SPRECHI:
13.000 € per 50 sagome nere ai bordi delle strade provinciali rimosse perchè non conformi al codice della strada, 700.000€ per il progetto Terra dei Patriarchi che per valorizzare il turismo ha prodotto tra l’altro penne, borse e quaderni da distribuire tutte in loco; la EXE, una società partecipata che ci impegnamo a chiudere, nonostante il bilancio in perdita, apre e chiude società all’estero senza alcun controllo e la cui dirigenza rischia di costare più dell’intero consiglio provinciale.

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PROVINCIALI: UDINE; PD APPROVA LISTA CANDIDATI

Posted by lerussi su 17/03/2013

“L’Assemblea Provinciale del Partito Democratico ha approvato la lista dei candidati per le prossime elezioni provinciali a sostegno del candidato presidente Andrea Simone Lerussi”. Lo rende noto il partito con una nota ufficiale.
“La squadra democratica – prosegue la nota – sarà composta da diversi giovani, donne e amministratori locali. L’assemblea ha ringraziato per il lavoro svolto i consiglieri uscenti Renato Antonelli, Maria Letizia Burtulo, Francesco Martines, Ermilio Taverna e Diego Travan che non si ricandideranno, mentre saranno in lista, oltre al candidato presidente Lerussi, ci saranno Erica Gonano, Arnaldo Scarabelli e Massimiliano Verona”.
“I nostri candidati hanno duplice mandato e – ha sottolineato Lerussi – molto chiaro: la riforma complessiva dell’amministrazione e degli enti locali nella nostra regione a partire dal superamento delle province, e un profondo cambiamento politico rispetto alla stagione della Lega di Fontanini che non ha saputo tutelare il nostro territorio friulano. In tempo di profonda crisi servono istituzioni vicine alle imprese e ai lavoratori – ha aggiunto Lerussi – per indirizzare le risorse a disposizione al fine di creare sviluppo e non semplici spot elettorali con i soldi dei cittadini”.

Questi i candidati collegio per collegio:

Collegio di Basiliano: Marco Del Negro
Collegio di Buia: Alessandro Rottaro
Collegio di Cervignano del Friuli: Luciano Cicogna
Collegio di Cividale del Friuli: Claudia Chiabai
Collegio di Codroipo: Alberto Soramel
Collegio di Faedis-San Pietro al Natisone: Edi Cudicio
Collegio di Fagagna: Domenico Bulfone
Collegio di Fiumicello: Franco Lenarduzzi
Collegio di Gemona del Friuli: Carlo Zossi
Collegio di Latisana: Chiara Casasola
Collegio di Manzano: Tiziano Venturini
Collegio di Mortegliano: Donata Berlasso
Collegio di Ovaro-Ampezzo: Erica Gonano
Collegio di Palmanova: Adriana Danielis
Collegio di Pasian di Prato: Francesca Messina
Collegio di Paularo: Luca Scrignaro
Collegio di Pozzuolo del Friuli: Paolo Fontanini
Collegio di Reana del Rojale: Gabriele Pitassi
Collegio di Rivignano: Cristian Sedran
Collegio di San Daniele del Friuli: Enrico Frucco
Collegio di San Giorgio di Nogaro: Daniela Corso
Collegio di Tarcento: Mirela Xhaferraj in Tomada
Collegio di Tarvisio-Pontebba: Giuseppe Manna
Collegio di Tavagnacco: Armando Canciani
Collegio di Tolmezzo: Pasquale D’Avolio
Collegio di Udine 1: Carmen Galdi
Collegio di Udine 2: Massimiliano Verona
Collegio di Udine 3: Salvatore Spitaleri
Collegio di Udine 4: Arnaldo Scarabelli
Collegio di Udine 5: Rita Maffei

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Il Pd candida Lerussi alla presidenza della Provincia di Udine

Posted by lerussi su 09/03/2013

“Sarà il giovane segretario provinciale Andrea Simone Lerussi il candidatoImage a Presidente della Provincia di Udine del Partito Democratico. Lerussi, 28 anni, di Campoformido, laureato in giurisprudenza e attualmente consigliere provinciale a Palazzo Belgrado sfiderà il leghista Pietro Fontanini” ne dà notizia il partito provinciale di Udine con una nota stampa diffusa oggi.

“Offro la mia candidatura all’alleanza di centrosinistra e non solo – annuncia Lerussi – perchè credo che vincere le elezioni provinciali sia il modo più efficace per ottenere il superamento di questo ente intermedio nel più breve tempo possibile, così come chiediamo da tempo assieme alla candidata alla presidenza della Regione Debora Serracchiani”.

“Fontanini e Tondo – continua Lerussi – hanno dimostrato di usare la provincia di Udine come merce di scambio solo per tenere in vita l’alleanza tra la Lega e il PDL. A fronte di un processo generale di riforma che investe tutta l’Italia, da ultima anche la regione Sicilia, il Friuli Venezia Giulia non può distinguersi come simbolo di conservazione”.

“In questa legislatura provinciale – ricorda Lerussi – abbiamo sottolineato più volte che la gestione delle risorse ha messo spesso in difficoltà i comuni e ha promosso solo iniziative costosissime senza alcun ritorno. Le sagome nere ai bordi delle strade o il tir di terra dei patriarchi sono esempi degli sprechi che vogliamo eliminare”.

“In un quadro generale in cui la politica sembra in una situazione di drammatico stallo – conclude Lerussi – ho deciso di mettere a disposizione la mia candidatura anche per marcare uno stacco deciso fra il passato e il rinnovamento di cui voglio farmi carico”.

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